Scheletro d’acqua

18 gennaio 2011
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Categorie: Animalia, Annelida
Lumbricus terrestrisDi s shepherd schizoform on flickr [CC-BY-2.0], attraverso Wikimedia Commons

Lumbricus terrestris

Anche se noi diamo per scontato che il lombrico si muova, non è poi cosi ovvio come questo possa avvenire.

L’animale infatti non possiede uno scheletro rigido da guidare con la muscolatura, sia esso interno (l’endoscheletro dei vertebrati: pesci, mammiferi, ecc.) o esterno (l’esoscheletro degli artropodi: insetti, granchi, scorpioni, ecc.).

Ma allora come fa a muoversi?

Prova a prendere un palloncino allungato e a riempirlo d’acqua. Se lo schiacci da una parte… si gonfia dall’altra. In altre parole, un contenitore elastico cambia forma attorno ad una bolla di liquido incomprimibile e deformabile.

Complimenti! Hai appena scoperto il meccanismo base di funzionamento dello scheletro idrostatico (o idroscheletro) di quegli invertebrati che, privi di parti rigide, si spostano contraendo e rilassando il loro corpo.

Il lombrico, ad esempio, ha una cavità interna che lo percorre per tutta la lunghezza (celoma), piena di emolinfa, un liquido organico che ha svariate funzioni, fra le quali il trasporto di nutrienti ai tessuti.

Il celoma è avvolto da strati muscolari circolari e longitudinali. La contrazione dei circolari provoca strozzature e allungamenti lungo il corpo dell’animale. I longitudinali, contraendosi, provocano invece l’accorciamento e l’aumento di spessore del corpo.

Quando il lombrico decide di avanzare in un senso, provoca un’onda di contrazione circolare che dalla sua “testa” si spinge verso la “coda”. L’onda di “strozzatura” è sempre seguita da un’onda di “ingrossamento”. Quindi abbiamo le parti ingrossate del lombrico che fanno presa sul terreno e che, percorrendo l’animale dalla testa alla coda, lo sospingono nel senso opposto, cioè in avanti!

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