Aglais urticae, la Vanessa dell’ortica
22 giugno 2011Tags: farfalle, insetti
Categorie: Animalia, Arthropoda
Quando è a riposo oppure trascorre in diapausa i freddi mesi invernali, è veramente difficile distinguere la Vanessa dell’ortica da una foglia morta o da un pezzo di corteccia d’albero.
Se però una presenza indesiderata le si avvicina troppo, questa farfalla mette in atto la sua “terrorizzante” difesa: spalanca le ali, rivelando un vivace disegno a tinte arancioni, gialle e nere.
Aglais urticae appartiene all’ordine dei Lepidotteri e alla famiglia delle Ninfalidi ed il suo areale comprende tutta la fascia temperata dell’Europa e dell’Asia. Sebbene sia più comune in montagna, può vivere a quote comprese fra gli 0 e i 2500 metri sul livello del mare.
E’ presente ovunque ci sia abbondanza di fiori ed è legata, per la riproduzione, alla pianta di ortica (Urtica dioica). La puoi trovare quindi in zone boschive con ampie radure e nei prati confinanti, ma anche in giardini, parchi e altre aree antropizzate.
L’attività degli adulti che hanno svernato inizia in primavera, col sopraggiungere di temperature più miti e della ripresa vegetativa. Le femmine depongono le uova sull’ortica e le larve che nascono sono gregarie: se ne stanno appallottolate insieme, sono scure ed hanno un aspetto peloso e ispido. Crescendo, il bruco diventa solitario e cambia aspetto e colore.
Bruco di Aglais urticae
Durante tutto il periodo giovanile, l’unica fonte di nutrimento sono le foglie di ortica e, su questa pianta, possono succedersi da una a 3 generazioni in un anno. Gli adulti sono invece glicifagi e svolazzano su vari fiori per succhiarne il nettare con la loro spiritromba.
Con il sopraggiungere dell’autunno, la Vanessa diminuisce la propria attività finché non trova un tronco o un qualsiasi altro posto riparato per trascorrere l’inverno (sotto forma di adulto).
Ultimamente si è registrato un notevole calo nella presenza di Aglais urticae in Europa. Probabilmente le cause sono molteplici ma, anche se ci sono delle ipotesi in merito (cambiamento climatico e conseguente mutamento delle condizioni ambientali, squilibri nelle catene trofiche), devono ancora essere individuate in modo preciso e scientificamente provate.
Altre informazioni ed immagini riguardanti Aglais urticae:














