Aggregarsi per non seccare
16 dicembre 2011Tags: anemoni
Categorie: Animalia, Cnidaria
Anemoni come Anthopleura elegantissima vivono attaccati agli scogli o ad altri substrati compresi fra la linea di bassa marea e quella di alta marea, nella cosiddetta zona intertidale.
Come tutti gli organismi che si sono trovati ad avere questo stile di vita, le elegantissime Anthopleure devono fare i conti con periodi più o meno lunghi durante i quali, a causa della bassa marea, non sono coperte dall’acqua e rimangono esposte alla luce solare diretta e all’aria.
Il problema si accentua ovviamente in estate, quando l’aria è ancora più calda e secca e l’insolazione è maggiore. In aggiunta, gli individui che stazionano nelle zone più vicine al limite superiore della marea sono quelli più esposti al surriscaldamento e alla disidratazione in quanto devono resistere a periodi di emersione più lunghi.
E’ proprio in questi ultimi individui che è stata notata una tendenza all’aggregazione molto più accentuata rispetto agli esemplari meno stressati che occupano la parte inferiore della zona intertidale (quella che rimane sommersa per più tempo).
In sostanza, gli anemoni che rimangono più lungamente all’asciutto tendono ad appressarsi l’uno all’altro, in modo da ridurre la superficie a diretto contatto con l’aria e con la radiazione solare. I più fortunati, quelli che occupano le zone più in basso o più vicine al mare, fanno invece volentieri a meno della ressa e dell’assembramento di corpi.
Bingham, B. L., Freytes, I., Emery, M., Dimond, J. and Muller-Parker, G. (2011), Aerial exposure and body temperature of the intertidal sea anemone Anthopleura elegantissima. Invertebrate Biology, 130: 291–301.













