Sembra strano, ma anche questo è un animale

27 gennaio 2012
Tags:
Categorie: Animalia, Placozoa
Trichoplax adhaerensBy Oliver Voigt (Oliver Voigt) [CC-BY-SA-2.0-de, GFDL, CC-BY-SA-3.0 or CC-BY-SA-2.5-2.0-1.0], via Wikimedia Commons

Trichoplax adhaerens

Trichoplax adhaerens è un piccolo ammasso di cellule appiattito, scarsamente visibile a occhio nudo. Striscia alla velocità di pochi millesimi di millimetro al secondo su conchiglie, rocce, coralli, radici di mangrovie o altri substrati presenti nei mari tropicali e sub-tropicali.

Il suo corpo è in sostanza una placchetta informe, costituita da uno strato dorsale di cellule piatte e ciliate, uno strato ventrale di cellule ghiandolari (che producono enzimi digestivi) e cilindriche (le cui ciglia mobili servono per la locomozione), ed un sottile strato interno, il sincizio, in cui cellule filamentose si organizzano in un reticolo fibroso, immerso in un liquido intercellulare. Questi tre strati sovrapposti si riducono allo spessore dell’ordine del millimetro.

Questo “animaletto” non ha tessuti o organi differenziati, è solo un ammasso di qualche migliaio di cellule dei quattro tipi decritti prima. A dire il vero il T. adhaerens non ha neanche una destra e una sinistra o un davanti e un dietro. Grazie al reticolo fibroso interno, che è contrattile e fa anche le veci di primitivo sistema nervoso, è in grado di cambiare forma come un’ameba, di appiattirsi o di inspessirsi fino a diventare quasi sferico.

Le varie zone del corpo sono solo debolmente coordinate fra loro nei movimenti. In media si proiettano tutte nella stessa direzione (verso il cibo), ma può capitare che due parti prendano direzioni diverse e allora si ha la divisione del corpo in due individui separati. La forma di riproduzione più comune è quella asessuale, per divisione.

Raramente si manifesta la riproduzione sessuale. Quando la densità di popolazione è molto alta, alcuni individui danno origine a delle grosse cellule uovo interne, nutrite da tutte le cellule circostanti. In seguito tutto il corpo degenera e si rompe per lasciare libero l’oocita. Si suppone, visto che la cosa è stata osservata solo in parte, che altri individui (o anche lo stesso) diano origine a cellule non ciliate con funzione di spermatozoi.

Se un individuo viene spezzettato in tante piccole parti, queste possono tornare a riunirsi per riformare il vecchio corpo. La cosa curiosa è che, se vengono frammentati più individui nello stesso ambiente, la ricomposizione dei corpi avviene casualmente ed è facile che porzioni provenienti da individui diversi si riuniscano a formare un nuovo esemplare “chimerico”.

T. adhaerens si nutre principalmente di microrganismi (alghe e cianobatteri) che trova sulle superfici su cui striscia, ma può alimentarsi anche con detriti organici. Si “spalma” sull’alimento e comincia a secernere su di esso i suoi enzimi digestivi. I prodotti di questa digestione esterna vengono poi fagocitati dalle cellule ventrali e assorbiti all’interno del corpo.

Non tutto ciò che entra nel corpo di questo animale muore: sono stati osservati dei batteri viventi associati alle cellule fibrose del reticolo interno, cosa che fa supporre una qualche forma di simbiosi.

Fonte: Trichoplax adhaerens, da Wikipedia.

Lascia un Commento

Feed-Commenti
Segui i commenti
di questo articolo!