Il nuovo protozoo “camaleonte”

11 febbraio 2012
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Categorie: Ciliophora, Cryptophyta, Protista
Mesodinium rubrumBy Minami Himemiya (Own work) [CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

Mesodinium rubrum

Alcuni Ciliati  marini, come Mesodinium rubrum, vivono in simbiosi con le criptomonadi, alghe unicellulari flagellate che, una volta fagocitate da questi protozoi, continuano a vivere protette all’interno dei propri ospiti, rifornendoli con i prodotti della loro fotosintesi.

Recentemente (gennaio 2012) è stata scoperta un’altra specie del genere Mesodinium, il M. chamaeleon, che spinge molto oltre la relazione simbiotica con le criptomonadi.

In un primo momento questo ciliato fagocita le alghe e le racchiude in un vacuolo alimentare senza che queste avvertano il benché minimo stress, cosa che altrimenti le indurrebbe ad intraprendere almeno le classiche azioni difensive, come l’estrusione delle proprie tricocisti.

In seguito, tuttavia, M. chamaeleon comincia a dissolvere il corpo cellulare delle criptomonadi all’interno del suo vacuolo alimentare, risparmiandone solamente il nucleo cellulare (organello contenente il genoma dell’alga) e i cloroplasti, organuli adibiti alla fotosintesi.

In sostanza questo nuovo protozoo digerisce quasi completamente delle alghe “consenzienti” che percepiscono la situazione come una simbiosi e che, quindi, non oppongono resistenza alcuna. Viene risparmiato dalla digestione soltanto il minimo indispensabile che garantisce la prosecuzione dell’attività fotosintetica (cloroplasti e nucleo cellulare) e che trasforma M. chamaeleon in un organismo fotosintetico autosufficiente (autotrofo).

Il nome specifico (chamaeleon, ossia “camaleonte”) deriva dal fatto che il colore di questo protozoo cambia a seconda del tipo di pigmento contenuto nelle alghe di cui riesce a servirsi, prevalentemente rosso o verde.

Moestrup, Ø., Garcia-Cuetos, L., Hansen, P. J. and Fenchel, T. (2012), Studies on the Genus Mesodinium I: Ultrastructure and Description of Mesodinium chamaeleon n. sp., a Benthic Marine Species with Green or Red Chloroplasts. Journal of Eukaryotic Microbiology, 59: 20–39.

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