Sopravvivere a 12 giorni di sommersione
7 febbraio 2012Tags: erbe
Categorie: Magnoliophyta, Plantae
By Kristian Peters — Fabelfroh 16:12, 18 November 2006 (UTC) (photographed by myself) [GFDL or CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia CommonsLotus tenuis
Come può una pianta non acquatica sopravvivere ad un periodo di sommersione totale in acqua?
Il Lotus japonicus sceglie la strategia dell’allungamento: fa crescere i suoi steli finché foglie e apici meristematici non riemergono all’aria.
Un suo congenerico, il L. tenuis, preferisce invece entrare in quiescenza, per poi riprendere a crescere normalmente una volta che l’acqua se ne è andata.
Sembra che, per sommersioni di relativamente breve durata (circa 12 giorni), la strategia migliore sia la seconda, quella del L. tenuis che, a 30 giorni dall’emersione ha già recuperato tutto il vigore che avrebbe avuto senza l’allagamento. L. japonicus mantiene invece una crescita stentata, ancora dopo un mese dalla fine dell’allagamento.
L. tenuis si dimostra quindi adatto alla colonizzazione di terreni soggetti a frequenti alluvioni.
Striker, G. G., Izaguirre, R. F., Manzur, M. E. and Grimoldi, A. A. (2012), Different strategies of Lotus japonicus, L. corniculatus and L. tenuis to deal with complete submergence at seedling stage. Plant Biology, 14: 50–55.













