Articoli marcati con tag ‘alberi’

L’affinità istintiva per la foresta

lunedì, 30 agosto 2010

A mio parere, ma posso sbagliarmi ed essere smentito, nessuna persona sulla faccia della terra può percepire come sgradevole questa immagine, a meno che ovviamente non abbia vissuto traumi particolari legati ad alberi, boschi, ecc..

Ci possono essere, per esempio, opinioni e senzazioni discordanti di fronte ad opere di architettura, a sculture, a dipinti e ad altre espressioni artistiche, ma al cospetto di un bosco verdeggiante non possiamo non riconoscerne, se non la bellezza e una certa capacità gratificante, almeno la facoltà di destare la nostra attenzione ed il nostro interesse, di stimolarci.

A colpo d’occhio la foresta ci sembra naturale, logica, armonica, sensata, ci invita quasi a fare qualche passo al suo interno per guardare meglio gli alberi ed annusare i profumi delle piante, ci spinge ad acuire i nostri sensi e ad aumentare il livello di attenzione, perché sentiamo che è popolata.

La mia impressione è che il cervello umano sia predisporto a considerare automaticamente come familiare e “normale” il paesaggio boschivo. Mi chiedo se questa nostra affinità istintiva (e quindi genetica) con i paesaggi arborei non dipenda dal fatto che qualche milione di anni fa questi ambienti erano la nostra casa, la nostra fonte di cibo e di sussistenza, la nostra normale, e a volte insidiosa, avventura quotidiana.

“Alberi ingloba tutto”

martedì, 20 luglio 2010

Alberi ingloba tutto“, a queste parole chiave digitate sui motori di ricerca penso di poter abbinare l’immagine di fianco.

Il leccio della foto sta lentamente “fagocitando” la roccia su cui poggia.

L’impressione è quella di un mostro di legno (ci sono pure i due occhietti) che sta richiudendo le sue labbra su un enorme “biscotto” di roccia.

Il legame fra materia vivente e inerte è molto intimo e ne risulta uno strano contrasto.

Strane forme di funghi

lunedì, 14 giugno 2010

Sembrano dei becchi di anatra i corpi fruttiferi del fungo che si sta nutrendo del fusto di questo albero.

Questo doppio strato, che fa assomigliare ciascun carpoforo ad un “becco” o ad un paio di “labbra”, penso sia dovuto alla crescita di tessuto fungino, per due anni consecutivi, dagli stessi punti del tronco malato.

Il primo anno si sarebbe formato il “labbro superiore” e l’anno successivo, dalla stessa ferita, sarebbe emersa anche una seconda “mensola”, immediatamente sotto il carpoforo ormai inservibile della stagione precedente.

Può anche darsi che sia stato lo stesso corpo fruttifero del primo anno ad emettere, nella stagione successiva, un nuovo strato sottostante più fresco e ricco di tessuto sporigeno.

La fioritura dell’alloro

giovedì, 29 aprile 2010

Qualche settimana fa ho fotografato un alloro “esploso” nella sua fioritura.

Tantissimi fiori bianco-gialli riempivano quasi del tutto gli spazi tra le foglie, un vero spettacolo.

Peccato che, essendo in città, questa imponente fioritura fosse scarsamente visitata dalle api e da altri insetti.

L’odore dei fiori non era forte, ma delicato e gradevole nel complesso.

Trasformazione

venerdì, 16 aprile 2010

La materia e la vita sono in continua trasformazione.

Un pino muore, il suo fusto comincia ad essere attaccato da funghi che decompongono il legno, nutrendosi della sua lignina o della cellulosa.

Cominciano ad insediarsi anche gli insetti, che scavano gallerie per nutrirsi del tronco. Gli adulti depongono uova che danno origine a larve, anch’esse lignivore.

Picchi o altri uccelli iniziano a perforare la corteccia con il becco, alla ricerca delle larve.

Decomposizione e perforazioni dall’interno e dall’esterno indeboliscono tutta la struttura dell’albero morto, che si spezza, crolla, si sbriciola.

Una volta che la massa vegetale è caduta a terra sminuzzata, ancora ad opera di funghi ed insetti, continua a polverizzarsi fino a diventare parte del terreno.

La terra non è solo materia minerale, ospita una ricchissima biodiversità di batteri e funghi che, lentamente, trasformano la polvere di albero in ricco humus e sostanze minerali.

Il definitiva, la materia priva di vita del pino morto diventa parte di una grande quantità di materia vivente: uccelli, insetti, funghi, batteri e altro. Contribuisce inoltre alla fertilità complessiva del terreno, che potrà in futuro ospitare altre piante.