Siamo a fine marzo e Riccardo, con questa foto, mi ricorda che in Toscana è in atto la potatura degli olivi.
Gli olivi vorrebbero fare come se fossero liberi e spontanei in natura, vorrebbero emettere con vigore disordinato una grande quantità di rami e foglie, vorrebbero dedicarsi meno e con minore regolarità alla produzione dei loro frutti.
L’uomo invece ha bisogno di tanta polpa di olive, prodotta con buona regolarità tutti gli anni e di relativamente “facile” raccolta. Quindi, tramite la potatura, interviene sulla pianta in modo da togliere il superfluo e l’ingombrante, smorzare il vigore vegetativo che tutti gli anni si ripropone ed indirizzare le energie dell’albero verso la produzione dei frutti.
Insomma, se abbiamo del buon olio sulle nostre tavole, oltre al nostro portafogli, dobbiamo ringraziare anche persone come Riccardo (in foto) che, armate di seghetto e forbici, si arrampicano sugli olivi a fine marzo per riportare l’ordine umano sullo spontaneo disordine della natura.