L’affinità istintiva per la foresta
lunedì, 30 agosto 2010
A mio parere, ma posso sbagliarmi ed essere smentito, nessuna persona sulla faccia della terra può percepire come sgradevole questa immagine, a meno che ovviamente non abbia vissuto traumi particolari legati ad alberi, boschi, ecc..
Ci possono essere, per esempio, opinioni e senzazioni discordanti di fronte ad opere di architettura, a sculture, a dipinti e ad altre espressioni artistiche, ma al cospetto di un bosco verdeggiante non possiamo non riconoscerne, se non la bellezza e una certa capacità gratificante, almeno la facoltà di destare la nostra attenzione ed il nostro interesse, di stimolarci.
A colpo d’occhio la foresta ci sembra naturale, logica, armonica, sensata, ci invita quasi a fare qualche passo al suo interno per guardare meglio gli alberi ed annusare i profumi delle piante, ci spinge ad acuire i nostri sensi e ad aumentare il livello di attenzione, perché sentiamo che è popolata.
La mia impressione è che il cervello umano sia predisporto a considerare automaticamente come familiare e “normale” il paesaggio boschivo. Mi chiedo se questa nostra affinità istintiva (e quindi genetica) con i paesaggi arborei non dipenda dal fatto che qualche milione di anni fa questi ambienti erano la nostra casa, la nostra fonte di cibo e di sussistenza, la nostra normale, e a volte insidiosa, avventura quotidiana.




