Articoli marcati con tag ‘sempreverdi’

Capperi!

mercoledì, 25 agosto 2010

Li mastichiamo con piacere sotto sale o sott’aceto durante l’aperitivo, li aggiungiamo per insaporire i vari piatti, i capperi sono in realtà dei boccioli fiorali non ancora schiusi della pianta omonima (il cappero appunto: Capparis spinosa), li riconosci nella parte più a sinistra della foto (click sopra per ingrandire).

Osservando l’immagine da sinistra verso destra, puoi vedere in sequenza quasi tutte le tappe del processo riproduttivo: dai piccoli boccioli appena formati al frutto in crescita.

Risalendo infatti verso la base del ramo trovi i boccioli più grossi (già immangiabili) che stanno per aprirsi, di seguito un bel fiore aperto, di cui sono ben visibili i numerosi stami per la produzione e la dispersione del polline, infine alcuni fiori probabilmente già fecondati che stanno perdendo corolla (l’insieme dei petali) e calice (l’insieme dei sepali) e di cui rimane in piedi solo l’ovario (quella specie di bacchettina verde attaccata al gambo). Da ultimo, proprio vicino al bordo della foto, puoi scorgere in secondo piano il frutto verde e di forma oblunga (cocuncio) che inizia a generarsi ed a ingrandirsi dalla base dell’ovario.

La fioritura dell’alloro

giovedì, 29 aprile 2010

Qualche settimana fa ho fotografato un alloro “esploso” nella sua fioritura.

Tantissimi fiori bianco-gialli riempivano quasi del tutto gli spazi tra le foglie, un vero spettacolo.

Peccato che, essendo in città, questa imponente fioritura fosse scarsamente visitata dalle api e da altri insetti.

L’odore dei fiori non era forte, ma delicato e gradevole nel complesso.

L’apparenza inganna

lunedì, 12 aprile 2010

Giovanni mi fa notare questo “strano albero” con le foglie verdi anche d’inverno. Ovviamente mi precisa che si tratta di edera o di qualche altro rampicante che ha coperto completamente un albero.

Considerato l’aspetto, anche a me sembra edera.
Questa epifita utilizza le piante arboree unicamente come supporto meccanico, ma può arrivare a causare la morte del proprio ospite se arriva a coprirne interamente la chioma, impedendone la normale attività fotosintetica.

L’edera è anche una pianta che presenta eterofillia: ha due tipi di foglie.
Quelle dei rami vegetativi sono palmato-lobate, quelle dei rami fioriferi sono ovato-romboidali.

I rami fioriferi si formano in genere nella parte superiore della pianta ed hanno comunque un portamento eretto rispetto al supporto. Al contrario, i rami vegetativi sono quelli che aderiscono alla corteccia dell’ospite grazie alle radici avventizie.

La potatura degli olivi

martedì, 30 marzo 2010

Siamo a fine marzo e Riccardo, con questa foto, mi ricorda che in Toscana è in atto la potatura degli olivi.

Gli olivi vorrebbero fare come se fossero liberi e spontanei in natura, vorrebbero emettere con vigore disordinato una grande quantità di rami e foglie, vorrebbero dedicarsi meno e con minore regolarità alla produzione dei loro frutti.

L’uomo invece ha bisogno di tanta polpa di olive, prodotta con buona regolarità tutti gli anni e di relativamente “facile” raccolta. Quindi, tramite la potatura, interviene sulla pianta in modo da togliere il superfluo e l’ingombrante, smorzare il vigore vegetativo che tutti gli anni si ripropone ed indirizzare le energie dell’albero verso la produzione dei frutti.

Insomma, se abbiamo del buon olio sulle nostre tavole, oltre al nostro portafogli, dobbiamo ringraziare anche persone come Riccardo (in foto) che, armate di seghetto e forbici, si arrampicano sugli olivi a fine marzo per riportare l’ordine umano sullo spontaneo disordine della natura.

Il bosco che scricchiola

sabato, 27 marzo 2010

Di questo bosco di conifere, in prevalenza pini, non ho potuto catturare e farti conoscere quella che a me è sembrata la sua caratteristica più evidente, nel momento in cui l’ho attraversato: uno scricchiolio tenue ma continuo, come il crepitare prodotto da migliaia di scoiattoli che sgranocchiassero contemporaneamente tutte le pigne.

Ovviamente di scoiattoli non ce n’era neanche l’ombra.
Cosa poteva essere quel rumore di milioni di piccole fibre di legno che si spaccano senza sosta?

Forse è un suono legato al risveglio di questi alberi dal riposo invernale: cambia il metabolismo, i tessuti iniziano a gonfiarsi di acqua, ad espandersi e a stiracchiarsi, i rami si preparano ad emettere nuovi germogli.