Articoli marcati con tag ‘sempreverdi’

Viburno in inverno

venerdì, 5 marzo 2010

A gennaio gli arbusti di viburno erano belli verdi e portavano già i boccioli rossicci delle loro future infiorescenze.

Che dire di più? In quel periodo, ma probabilmente anche ora, rappresentano le poche macchie di verde nei boschi di latifoglie, insieme all’edera, ai rovi (che però non sono sempreverdi ma semicaducifoglie), a qualche ginepro…

Preparativi per la riproduzione

mercoledì, 3 febbraio 2010

Già da ora i cipressi iniziano a prepararsi per la futura stagione riproduttiva.

Formano come delle piccole capocchie giallastre alle estremità dei rametti verdi. Sono i loro strobili maschili, strutture che servono per la produzione e la dispersione del polline nell’aria.

Se provi a scuoterli quando sono maturi, si solleverà una vera e propria nuvola di polvere gialla fatta di tanti piccoli granuli pollinici microscopici, ognuno dei quali conterrà la metà dell’informazione genetica necessaria per costituire un altro individuo completo.

La seconda metà del corredo genetico, ovviamente, sarà contenuta in un ovulo femminile appartenente ad un’altra pianta di cipresso.

Galbule di ginepro

martedì, 2 febbraio 2010

Una pianta femminile di ginepro con le sue galbule in via di maturazione.

Non mi era mai capitato di vedere galbule così grosse nei ginepri dell’entroterra.
Probabilmente il clima più consono delle scogliere a picco sul mare ha permesso alla pianta di sviluppare maggiormente il proprio potenziale.

Il ginepro è una conifera dioica, cioè a sessi separati. Questo vuol dire che esistono individui che sviluppano solo strobili maschili e, attraverso queste strutture, producono solo il polline e individui che sviluppano solo strobili femminili, le galbule appunto, che contengono i semi.

Galle sul lentisco

sabato, 23 gennaio 2010

Sono galle che si generano dalle foglie del lentisco, una pianta tipica della macchia mediterranea.

Queste deformazioni del lembo fogliare sono rosse e reniformi. Hanno una cavità interna contenente escrementi ed esuvie (resti di muta), probabilmente appartenenti all’insetto che ha provocato la trasformazione dei tessuti.

In tutte le galle, fotografate a metà gennaio, non mi sono accorto della presenza di nessuno stadio vitale del galligeno. Può essere che le galle rimangano in vita dopo l’abbandono da parte del parassita?

Piante sulle rocce

venerdì, 22 gennaio 2010

Anche su una roccia battuta dal vento e a picco sul mare, alcune piante trovano il modo di crescere e di resistere.

Nell’incavo dello scoglio, dove probabilmente è trattenuto pochissimo terreno, affondano le loro radici il fico degli ottentotti, strisciante in basso, e questo arbusto che non mi riesce di riconoscere.

Vento, alte temperature estive, aereosol salmastri e siccità non sconfiggono queste due piante.
Al contrario, queste sembrano trarre vantaggio proprio dalle condizioni ambientali estreme che li tolgono dall’impaccio della competizione con altre specie.