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Piccole tane nel castagneto

venerdì, 23 luglio 2010

Un castagneto disseminato di tanti piccoli buchi.
Possibili ingressi e uscite di un sistema unico di tunnel e caverne scavati nel terreno, oppure imboccature di singole tane?

Quale animale le ha scavate?

A giudicare dalla dimensione è probabile che siano rifugi di un qualche roditore.

Sicuramente non saranno frequentati solo dalla specie che li ha fatti.

Forse qualche lucertola ne approfitterà per avere un riparo temporaneo o la biscia ci infilerà la testa in cerca di prede.

Qualche ragno tesserà la sua tela all’imboccatura, millepiedi e  insetti mangiatori di detriti e  radici le utilizzeranno forse come enormi mense, insieme ai loro predatori, gli scorpioni e le scolopendre.

Ci saranno inoltre colonie di funghi ed altri microrganismi ben adattati a crescere e proliferare sulle pareti interne di queste tane.

E’ possibile insomma che dentro i cunicoli ci sia un via vai zoologico interessante e molte curiosità dal punto di vista micologico e microbiologico.

I minatori delle foglie

mercoledì, 21 luglio 2010

Sono gallerie (mine in gergo tecnico) che puoi trovare nelle foglie di piante arboree o, come in questo caso, erbacee.

Hanno forma varia e sono scavate nello spazio compreso fra le due epidermidi fogliari, quella superiore ed inferiore.

Possono partire da un punto, fare vari ghirigori apparentemente casuali e terminare in “camere” più ampie, oppure allargarsi fin dall’inizio a macchia d’olio, o assumere altre forme.

In ogni caso sono scavate da larve di insetti, detti fillominatori (minatori delle foglie), che si nutrono dei tessuti interni della lamina fogliare.

L’adulto deposita l’uovo sulla foglia e la larva che ne esce si immerge subito dentro la lamina per nutrirsi e per cercare riparo.

La cosa curiosa è che il tunnel inizia sottile e, man mano che viene scavato, aumenta progressivamente in larghezza, segno che il “minatore” mangia e cresce mentre procede dentro i tessuti vegetali.

Passaggio di selvatici

venerdì, 23 aprile 2010

Non sono solo le impronte di zoccoli o di dita che ci indicano la presenza di animali selvatici.

In questo caso sono gli escrementi (le “fatte”) a dirci che, in un momento imprecisato della notte o del mattino, nella radura è passato un erbivoro.

A me sembrano le fatte di un capriolo, però potrei sbagliarmi.

Orma di…?

mercoledì, 10 marzo 2010

Durante il giorno è raro vedere gli ungulati selvatici. Si nascondono in genere nel fitto o nei punti meno accessibili delle macchie.

Durante la notte sono più mobili e lasciano orme e tracce lungo i sentieri, specialmente in prossimità di punti di abbeverata: pozze, torrenti, fonti.

L’orma che ho fotografato è molto piccola, sui 5-6 cm se non ricordo male. Potrebbe essere quella di un capriolo. Che ne dici?

Orme di ungulato

lunedì, 14 dicembre 2009

Orme di ungulatoSu una strada forestale ho trovato queste impronte.

Dovrebbero essere di un ungulato selvatico, probabilmente di capriolo.

Nonostante il terreno inzuppato di acqua, sono poco profonde, ad indicare la leggerezza dell’animale.

Il capriolo cammina letteralmente “in punta di dita”, anzi, per l’esattezza cammina in punta di unghia: appoggia tutto il suo peso sulle unghie delle dita medie e anulari di mani e piedi, cioè delle zampe anteriori e posteriori.

Camminano “in punta di unghia”, ad esempio, anche cinghiali,  cervi,  daini, mucche e cavalli: questi ultimi appoggiano però su una sola unghia, quella del dito medio.